POINTS DE VUE - Episodio 6

LA RESISTENZA DELLE DONNE

 

Oggi voglio condividere una riflessione tutta al femminile.

 

Sono tempi duri per le donne vittime di violenza domestica.

 

Sì, perché l’isolamento determinato dalle misure di contenimento del contagio da coronavirus ha aumentato la loro esposizione alla violenza, per effetto della convivenza continua e forzata con il maltrattante.

 

Alla doppia resistenza che queste donne devono mettere in campo in un momento già difficile di per sé, voglio rendere omaggio ricordando due performance.

 

La prima è stata eseguita nel 1964 da Yoko Ono a Tokyo e poi a New York.

 

S'intitola "Cut Piece".

 

Lei è seduta sul pavimento del palco, immobile mentre il pubblico gradualmente, facendo uso delle forbici che sono al suo fianco, le taglia i vestiti fino a denudarla (la potete vedere cliccando qui. Con questa performance, Yoko Ono mette contemporaneamente in scena due piani. Innanzitutto, quello della violenza agita su di lei (con uno strumento molto simbolico ed evocativo): la rimozione dei vestiti è la privazione dell'ultima difesa prima del contatto con la pelle, è la privazione dell’intimità e della soggettività, perché si diventa oggetti dello sguardo altrui.

 

Al contempo, “Cut Piece” rappresenta in modo semplice e diretto la passività forzata e la resistenza della donna.

 

Questa rappresentazione è stata spinta al limite da Marina Abramovic con Rhythm 0.

 

Siamo a Napoli nel 1974. All’interno di una galleria d’arte, Marina è in piedi. Davanti a lei c’è un tavolo con 72 oggetti, fra cui anche una pistola con un proiettile, che il pubblico può usare su di lei.

 

La performance dura 6 ore. All’inizio il pubblico è calmo e gioca con lei, poi comincia a diventare sempre più aggressivo in un’escalation che giunge a procurarle un taglio al collo e a metterle in mano la pistola per vedere se avrebbe premuto il grilletto (intervenne il gallerista che gettò via la pistola). Qui potete vedere alcune immagini di quella performance con la testimonianza dell’artista.

 

Cosa ci racconta Marina di questa estrema esperienza?

 

Che quando ha finito la performance, tutti sono scappati via: cessando di essere un oggetto, era diventata una persona e nessuno aveva più il coraggio di confrontarsi con lei.

 

Il 14 aprile u.s. la rete dei centri anti violenza D.i.Re ha denunciato che le richieste di supporto delle donne già da loro seguite sono aumentate del 74,5%.

 

Per converso, si sono drammaticamente ridotte le nuove richieste di aiuto, segno che la stretta del maltrattante si è fatta sempre più forte.

 

Invero, come Marina Abramovic ha dimostrato con Rhythm 0, la violenza si intensifica tanto più il soggetto è in una situazione di vulnerabilità. Sino a giungere al suo apice.

 

Risale a domenica scorsa la notizia che una donna è stata uccisa a fucilate dal suo compagno: lei voleva lasciarlo dopo 9 anni di relazione. Questo, il movente del reo confesso.

 

Purtroppo, non solo di coronavirus si muore di questi tempi.

 

 

POINTS DE VUE - Episode 6

WOMEN'S STRENGHT

 

This time I want to share a thought for women.

 

It is a hard time for those who are victims of domestic violence.

 

Due to the isolation of the measures adopted to contain coronavirus infection, their exposure to violence has increased as they have to live with the perpetrator.

 

To the double strength that these woman have to find in such difficult time, I want to pay tribute by remembering two performances.

 

The first one was performed in 1964 by Yoko Ono in Tokyo and then in New York.

 

It is called “Cut Piece”.

 

She is sitting on the floor of the stage, without moving, while the audience gradually, using the scissors that are by her side, cuts her clothes until she is naked.

 

This performance shows two different things. Firstly, it shows the violence acted towards her (with a tool really symbolic and evocative): taking away her clothes means to remove the last protection of the skin, it is the deprivation of intimacy and subjectivity in order to become an object exposed to the gaze of someone else.

 

At the same time, “Cut Piece” shows the passivity and strength of a woman.

 

This performance was pushed to the limit by Marina Abramovic with Rhythm 0.

 

Naples in 1974. She is standing inside an art gallery. On a table in front of her there are 72 objects, including a gun with a bullet, which the audience can use on her.

 

The performance lasts 6 hours. At the beginning the audience is calm and plays with her, then it starts to be increasingly violent. At the end, a cut in her neck was made and the gun was put in her hand to see if she would have pulled the trigger (the gallery owner stopped it by throwing away the gun).

 

Here you can see some images of the performance together with the artist’s statements.

 

What does Marina report about this extreme experience? That at the end of the performance, everyone ran away: by stopping to be an object, she had become a persone and no one had the strength to stand in front of her anymore.

 

On the 14th April the network against women violence D.I.Re reported that the requests for help of the women, who were already in charged, increased by 74.5%.

 

On the other hand, new requests for help have dramatically decreased, a sign that the perpetrator has become stronger.

 

As Marina Abramovic has shown with Rhythm 0, the more a person is in a vulnerable situation, the more the violence increase. Until it reaches its peak.

 

According to the last Sunday’s news a woman was shot dead by her partner: she wanted break up after a 9 years relationship. This was the reason of the murder that the offender admitted.

 

Unfortunately, not only of coronavirus people die these days.