Yes – Come polvere dorata

Mettete insieme un basso con le stesse intenzioni della più sguaiata delle Stratocaster, un organo Hammond e quell’atmosfera onirica che adorna gli anni Sessanta del suo marchio di fabbrica e avrete una sola risposta: Yes!

Fortunato frutto di una comunione di intenti scoperta tra i tavoli dei pub londinesi, la band nasce nel 1968 ed esordisce l’anno seguente con un album che porta il suo stesso nome, Yes. Generalmente annoverato tra i precursori di quel ramo del rock detto “progressive”, lo stile degli Yes si caratterizza per una marcata dicotomia tra un’impostazione melodica ispirata a quella dei Beatles e di altri gruppi statunitensi già in voga da qualche anno come Byrds, Buffalo Springfield e Simon & Garfunkel e una strumentazione rock sinfonica e sofisticata, forte del largo impiego di strumenti inconsueti e innovativi per l’epoca, come l’organo Hammond in questo primo album e moog, mellotron e altri sintetizzatori in seguito.

Il brano di apertura, Beyond and Before, è un perfetto esempio di questa netta divisione tra melodia e strumentazione: ad un andamento disteso e sognante delle armonizzazioni vocali è affiancato un groove di basso insistente e sfrontato, sorretto dalle pennate aperte e spettinate della chitarra e dalle incursioni giocose dell’organo Hammond, in un continuo alternarsi di assoli acidi e vocalità estremamente pulite.

Il testo, per quanto risulti di difficilissima interpretazione, ben si lega alla vocalità sognante ed eterea che caratterizzerà la band anche negli anni successivi, dando vita a sonorità molto piene e di interesse notevole, tanto più se si pensa che di lì a poco sarebbero usciti gli album di debutto sia dei Gentle Giant che dei King Crimson.

Di una poeticità fredda e fragile, le parole meritano di essere riportate per intero:

 

Sparkling trees of silver foam cast shadows in winter home,

swaying branches breaking sound, lonely forest trembling ground.

Masquerading leaves of blue run circles round the morning dew,

patterns understood by you, reaching out beyond and before.

 

Time, like gold dust, brings mind down to hidden levels underground,

say a few words to the wind, that's all that's left of winter's friend.

 

Reaching the snow in the days of the cold, casting a spell out of ice.

Now that you're gone,

the summer's too long and it seems like the end of my life.

Beyond and before.

 

Time, like gold dust, brings mind down.

 

Alberi scintillanti di argentea spuma proiettano ombre nella casa d’inverno,

rami ondeggianti spezzati, trema la terra nella foresta solitaria.

Nella rugiada del mattino foglie mascherate in cerchi blu,

disegni che hai compreso, afferrati oltre e prima.

 

Il tempo, come polvere dorata, porta la mente giù, a livelli nascosti sottoterra.

Di’ qualche parola al vento, questo è tutto ciò che rimane dell’amico dell’inverno.

 

Neve nei giorni di freddo, un incantesimo dal ghiaccio.

Ora che non ci sei più, l’estate è troppo lunga e sembra che la mia vita stia per finire.

Oltre e prima.

 

Il tempo, come polvere dorata, porta la mente giù.

 

C.